Boris Belenkin è un attivista russo che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti umani e della libertà di espressione in Russia. Grazie al suo impegno a favore della giustizia sociale, Belenkin ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Nobel per la pace con la sua ong "Memorial". La sua esperienza personale, segnata dalla difficile decisione di lasciare la Russia a causa delle pressioni del governo, offre uno sguardo prezioso sulla situazione attuale in Russia e sulle sfide alle quali sono confrontati i difensori dei diritti umani nel paese.

Nel corso della sua carriera, Boris Belenkin ha tenuto numerosi seminari e conferenze in tutto il mondo per promuovere la tutela dei diritti umani e denunciare le violazioni commesse dalle autorità russe. Noi abbiamo avuto il piacere di seguire uno dei suoi seminari avvenuto presso l'università della Calabria, dove Belenkin ha parlato del difficile contesto politico in Russia e delle sfide alle quali sono confrontati coloro che cercano di difendere i diritti umani nel paese. In un momento in cui le libertà civili sono sempre più minacciate in Russia e in molti altri paesi nel mondo, l'esempio di Boris Belenkin e la sua dedizione alla causa dei diritti umani rappresentano un faro di speranza per tutti coloro che credono nell'importanza della giustizia sociale e dell'uguaglianza.

Durante il suo intervento all'università della Calabria, Boris Belenkin ha sottolineato anche la preoccupante situazione geopolitica in Europa. In particolare, ha parlato della Russia e delle sue ambizioni di conquistare l'Ucraina e ripristinare le vecchie ideologie dell'Unione Sovietica. 

La politica aggressiva della Russia nei confronti dell'Ucraina rappresenta una grave minaccia per la stabilità e la sicurezza della regione. La Russia ha infatti invaso l'Ucraina nel 2014 annettendosi illegalmente la Crimea e sostenendo separatisti nelle regioni orientali del paese, in un conflitto che ha causato migliaia di morti e sfollati. Belenkin ha denunciato anche il ruolo del governo russo nella diffusione di ideologie antidemocratiche e autoritarie, che cercano di cancellare i valori liberali e democratici che hanno guidato le società occidentali negli ultimi decenni. Secondo l'attivista russo, il regime sta promuovendo un modello basato sull'autorità e sulle tradizioni nazionali dell'Unione Societica. Tuttavia, questa visione è stata criticata da molti osservatori internazionali per il suo atteggiamento aggressivo verso le libertà civili e la società civile. I diritti umani sono sempre più minacciati in Russia, dove i dissidenti vengono spesso arrestati e perseguitati, e la libertà di stampa e di espressione sono limitate. 


A fine convegno abbiamo avuto modo di dialogare con l'attivista, chiedendo quali siano le possibili risoluzioni all'attuale crisi mondiale che sopprimono i diritti umani in Russia e Ucraina.

Secondo l'attivista, non esiste un'unica via di uscita e molte potrebbero essere le soluzioni tra cui il dialogo, la diplomazia,misure economiche.Delle misure che in parte si sta cercando di attuare sperando che il conflitto non degeneri.




L'intervento di Belenkin all'Università della Calabria ha rappresentato un'occasione importante per riflettere sulla situazione attuale in Russia e sulle sfide alle quali si interrogano coloro che cercano di difendere i diritti umani e la giustizia sociale nel paese. La sua voce si unisce a quella di molti altri attivisti e intellettuali che si battono contro la corruzione e la repressione in Russia, offrendo una speranza per un futuro migliore basato sulla pace e sulla solidarietà tra i popoli.



Per l'articolo ringrazio la collega Noemi Macrì per il suo prezioso contributo!